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sabato 30 maggio 2009

Perchè il 13 porta bene e il 17 male... o viceversa?

Sfiga o fortuna, quale delle due? Il 13 qui in Italia è considerato un numero fortunato, mentre nella cultura d’oltralpe e anglosassone è considerato un numero nefasto. Storia contraria invece per il 17.

13 17 fortuna sfortunaIl Numero 13:

Fuori dall’Italia il 13 è considerato numero sfortunato per vari motivi: Il giorno venerdì 13 Ottobre 1307, all’alba, vennero aperti degli ordini inviati da Papa Clemente V al Re di Francia, Filippo IV il bello. Gli ordini parlavano di una visione del Pontefice contro l’ordine dei Cavalieri Templari che venivano visti eretici, omosessuali e adoratori di Satana. Da quel giorno partì il processo che portò alla morte di migliaia di templari considerati eretici.

Inoltre Giuda Iscariota, il traditore di Gesù, nel Vangelo viene descritto come il 13° a sedersi a tavola.
Nella cultura cristiana Satana viene descritto come il "tredicesimo angelo".

Viene invece considerato numero fortunato nelle culture orientali, in quanto la parola 3 ( pronunciata “sān”) è simile al verbo vivere per pronuncia. E’ invece considerato numero molto sfortunato il 4 (pronunciata “sì”) simile al verbo morire.

Sinceramente non riesco a trovare documenti attendibili che dicano perché nella cultura italiana, il 13 sia fortunato.

Il Numero 17:

Nella cultura italiana è considerato un numero sfortunato. La sua malafama deriva dall’anagramma del numero 17 latino (XVII) che diventa “VIXI”, ovvero la forma del tempo perfetto del verbo vivo (vivere), dunque si traduce “ho vissuto, vissi”. Il 17 sfortunato è molto sentito in Italia, in alcuni alberghi manca la camera 17, mentre sui voli Alitalia manca la diciassettesima poltrona.
La Renault vendette l’auto chiamata “R17” in Francia come “R177” in Italia.

Nella cultura anglossassone il 17 porta bene, in quanto è il giorno in cui viene venerato S.Partizio, patrono d’Irlanda. (Questa è una supposizione in quanto non si trovano molte fonti a riguardo)

venerdì 29 maggio 2009

Il fondo della politica, fra attacchi internazionali e stupida opposizione

Diciamo che sostengo la linea secondo cui Berlusconi non sia proprio l’incarnazione del leader ideale, anzi, direi che Silvio sia più bravo come intrattenitore e comico o per parlare più concretamente possiamo dire che sia indubbiamente un imprenditore di successo.

Perciò fra gli attacchi della stampa internazionale sugli scandali del premier dal caso Noemi – Letizia e sul fatto della corruzione del giudice Mills per testimoniare il falso a favore dell’assoluzione del Cavaliere spunta la trovate geniale del leader PD Franceschini che parlando del Premier ai giornalisti dice : ”voi fareste educare i vostri figli da quest’uomo?”

Questa è la critica che riesce a “non” fare la nostra opposizione.
Secondo me è giusta e lecita l’indignazione della famiglia Berlusconi sull’esternazione di Franceschini. La famiglia deve stare fuori dalla campagna elettorale, altrimenti si sconfina nella diffamazione.

Fra brunetta che dice “no” agli agenti panzoni, gli stipendi italiani in parità di potere d’acquisto fra i più bassi d’Europa, le veline, il crescente sottosviluppo del meridione, i giudici faziosi, la sicurezza sul lavoro, la cronica mancanza di infrastrutture moderne, etc. emerge ancora una volta l’incapacità dell’opposizione di fare un’opposizione seria e costruttiva e in special modo dell’opposizione del PD, basata solo sulla mèra e sistematica diffamazione del Premier in quanto Silvio Berlusconi.

lunedì 25 maggio 2009

Deputati Immobiliare: Case da sogno al centro di Roma a prezzi stracciati.

L’ennesimo colpo di cui si è poco parlato (come al solito) è stato messo a segno dalla “casta” nel lontano 2007, colpo che ha suscitato ancora una volta il mio sdegno e la mia indignazione verso la “meno che mai” degna di fiducia classe politica italiana.

Un deputato del gruppo di Di Pietro quello che dice sempre:” Noi dell’Italia dei valori…” come a sottolineare l’integrità morale dei membri Idv, nello specifico un certo Luciano D’Ulizia, presidente dell’Unci (unione nazionale cooperative italiane), ha proposto l’ennesimo privilegio: appartamenti al centro storico di Roma a soltanto 200mila Euro (ma anche meno se più in periferia), ma solo per deputati. Si perché, quando si guida un paese, i privilegi non bastano mai, non bastano rimborsi spese, hotel, auto, treni e mezzi pubblici gratis…dopotutto lo si fa per il bene d’Italia.

case per deputati a prezzi stracciatiMeccanismo reso possibile dalla creazione di una struttura ad’hoc, una vera e propria azienda a cui i deputati pagano una quota di capitale minima di 260€ diventandone azionisti. Naturalmente con la possibilità di accendere mutui agevolati.

Ecco la “giustificazione” di D’Ulizia data in sede di presentazione del progetto: “acquisire un’abitazione funzionale sia in relazione alle distanze che ai tempi di percorrenza per raggiungere le sedi istituzionali”.

Bisogna considerare che una casa per i “comuni mortali” nel centro di una città come Roma di circa 40-50 mq (un monolocale) costa minimo 350.000€ quello peggio messo. Perché poi quelli messi meglio superano i 600.000€.
Però volendo i nostri leaders possono scegliere di prenderlo un po’ più in periferia sempre intorno ai 180.000€ oppure vere e proprie ville signorili nella campagna romana a prezzi da discount.

La “cooperativa” proposta da D’Ulizia ha già riscosso un notevole successo fra i…ehm…come si chiamano!? Ah sì…onorevoli. I più soddisfati furono i deputati di An e Forza Italia.

Poveri parlamentari, ma perché devono fare i pendolari?

Casta sempre più casta e chi ci rimette? Provate a indovinare…

Ispirazione presa da: sprechiditalia.com

mercoledì 20 maggio 2009

Operazione Puffo

Chi, nella propria innocente fanciullezza, anche per sbaglio non ha visto almeno una volta i Puffi?

Quelle strane creaturine con la pelle blu ed’il baschetto bianco, ad’eccezione del capo che aveva il baschetto rosso?
Ora non vogliatemi male, ma potrei turbare i vostri ricordi della fanciullezza.

Cosa sono i Puffi?

I Puffi sono una comunità di individui, di età non ben definibile ma tutti più o meno adulti, tranne grande puffo, il capo, che è più anziano.
La loro sessualità non è ben definita in quanto si somigliano tutti, Puffetta è l’unica femmina (nella prima serie) evidenziata dalla chioma bionda e lo si deduce dal ruolo che svolgono all’interno della società.

Vi inizia a venire in mente qualcosa?
Una società dove tutti sono uguali e omologati e il sommo bene è il villaggio, con nessuna evidente differenziazione tra i sessi e dove tutti lavorano allo stesso modo per contribuire al bene comune … è sì amici miei … I PUFFI RAPPRESENTANO IN PAPPA INFANTILE IL MODELLO COMUNISTA!

Inoltre l’accezione “puffo” che i membri della comunità usano prima del nome per chiamarsi l’un l’altro suona tanto del “compagno” con il quale si identificano i membri del partito e del sistema comunista.

grande puffo comunistaSe ci pensate bene il Villaggio dei Puffi ha un economia centralizzata e pianificata, dove è Grande Puffo a decidere la distribuzione egualitaria dei beni prodotti,quando produrli e con che quantità, non c’è moneta, non c’è mercato, non c’è una borghesia e i mezzi di produzione appartengono al popolo.
Dal punto di vista economico è tale e quale ad un Kolchoz Sovietico.
Inoltre le case dei Puffi rispecchiano l’edilizia sovietica: è un monolocale, di dimensioni spartane.
Le case (a forma di fungo) sono disposte nel villaggio affinchè non ci sia una privilegiata sull’altra. Anche la casa di Grande Puffo è “mimetizzata” fra le altre.

Anche i puffi hanno i loro personaggi più particolari.
Quattrocchi (quello con gli occhiali) è il puffo che si lamenta per eccellenza, il contestatore. Spesso critica le decisioni di Grande puffo e prende l’iniziativa, i suoi atteggiamenti pedanti scadono spesso nel ridicolo e viene spesso deriso e mal guardato dagli altri puffi. Dunque si può tranquillamente fare il paragone: Quattrocchi, il contestatore rappresenta Trockij (nella realtà ucciso dagli emissari di Stalin in Messico nel 1940 per via della visione internazionalista e non-statalista del comunismo) che si contrappone a Grande Puffo, ovvero Stalin.
Puffetta è l’unica donna, uguale per azione sociale ai suoi compagni maschi. Non si può fare una comunità di soli maschi e allora ecco Puffetta a rompere gli equilibri. Le malelingue su puffetta si sono succeduta da sempre: è lei a generare i piccoli puffi? Come si riproducono? Hanno isitinti sessuali? E’ semplice,rappresenta la donna socialista come risorsa al servizio della comunità che si “presta” per il bene comune. Viene inserita per sottolineare l’importante ruolo femminile, una donna emancipata che segna la rottura con la famiglia patriarcale.
Forzuto rappresenta colui che mantiene l’ordine attraverso (giuridicamente parlando) l’”uso legittimo della forza”. Non esita a fare lo spione e spesso riesce da solo a respingere il nemico giurato del villaggio: Gargamella. Rappresenta la polizia segreta, il KGB.
Vanitoso, con atteggiamenti chiaramente omosessuali, pone in evidenza l’uguaglianza completa fra i sessi, infatti è ben accettato dalla comunità.
Con l’avvento della Glasnost arriva anche Puffo Poeta e Puffo Pittore e vanno ad arricchire una società orientata unicamente alla produzione.
Invece puffo Goloso rappresenta un’anomalia: se ne infischia della comunità e dell’equa distribuzione del cibo. Tutto però con il benestare del Capo. Dunque è una sorta di privilegiato, che con il favore del capo si arricchisce alle spalle del popolo.

Il nemico giurato dei puffi è Gargamella, un uomo bruttino e con pochi capelli che si diletta con scarso successo nell’arte della magia e dell’alchimia e vive in una casa fatiscente fuori il villaggio. Nella prima serie del cartone Gargamella da la caccia ai Puffi per trasformarli in oro. Ovvero vuole intaccare l’economia socialista, perfettamente realizzata dal villaggio, per asservirla al mercato. Naturalmente Gargamella non ha mai la meglio. Birba, il suo gatto, anche lui molto brutto e ripugnante, nutre un odio profondo verso gli esserini blu e li caccia per mangiarli. Non è un caso, il nome originario di Birba è Azreal, un nome chiaramente di origine ebraica, che rappresenta l’altro grande nemico che vuole fagocitare il regime sovietico, gli ebrei.

Ma perché i Puffi, chi ne è l’artefice?


I regimi dittatoriali hanno sempre dato all’informazione/propaganda un’importanza centrale. Sicuramente può rappresentare un tentativo di plagiare le giovani menti occidentali per intaccare e sconvolgere le future classi dirigenti. Peyo, il suo autore, potrebbe essere stato una pedina nelle mani del KGB, per sviare evidenti responsabilità. Poi avevamo la Disney che voleva inculcare l’ideale opposto.

Lo stesso nome, nella forma anglofona (dove risiedevano i maggiori nemici dell’Urss, ovvero Usa e Gran Bretagna) è SMURF. Qualcuno a azzardato un interpretazione, ovvero SMURF = Socialist Men Under a Red Father (Uomini socialisti sotto un padre rosso).

Che dire? Sarebbe stato più semplice per me credere agli alieni o anche ai troll, gnomi o folletti che pensare che mi volessero indottrinare con i Puffi.
Leggendo questa storia tutto torna in favore di un “complotto comunista”. Però lo si può pensare anche dal lato innocente dei bambini, una comunità di gente felice operosa e omologata che vive in allegria canticchiando e vivendo della semplicità della terra…che poi alla fine riporta al ragionamento sopracitato…Povera mia fanciullezza!

lunedì 18 maggio 2009

Perché l’Italia deve essere lo sportello d’ingresso di tutti gli immigrati verso l’Europa?

Ma avete presente com’è fatta l’Europa, geograficamente parlando?

barcone di immigrati verso l'italiaL’Italia è l’unico stato che si protrae come uno stivale lungo il Mediterraneo, quindi è lo stato ideale per l’attracco dei barconi di disperati provenienti dall’Africa e dall’Europa dell’est. E’facile parlare quando si presenta un problema di immigrazione di massa di questa portata.
L’Onu e gli Stati membri dell’Ue la voce grossa, anche se secondo me la pratica dei respingimenti va rivista perché non da l’opportunità a chi viene di godere dell’eventuale asilo politico e costringe ad un retro-front i barconi carichi di gente spossata, mal nutrita e disidratata.

Infatti molte persone al ri-ritorno in patria non reggono il viaggio e ci lasciano le penne.

Credo che debba essere garantita assistenza e il rispetto dei diritti umani poi si pratica il respingimento.

Il nostro Paese non può essere il Porto Franco dell’immigrazione. Gli altri stati che si affacciano sul Mediterraneo (Spagna e Grecia) eseguono già da tempo i respingimenti, dunque le polemiche dovrebbero riguardare anche loro.

In un momento di crisi, dove non c’è lavoro e dove le fila degli immigrati disperati sono sempre più piene, altra gente disperata non potrà mai trovarsi bene. Inoltre, andando anche ad infoltire l’esercito dei lavoratori in nero, ci sarà sempre il bastardo disposto a farli “lavorare” se così si può dire per 2€ all’ora.

Poi non lamentiamoci dicendo che gli stranieri ci rubano il lavoro, ma chi li assume in nero ci ruba il lavoro, chi permette che lavorino in nero ci ruba il lavoro, chi permette una immigrazione indiscriminata ci ruba il lavoro…e gli stipendi restano bassi, i più bassi d’Europa, per potere d’acquisto anche dietro a Grecia e Spagna. Dietro solo il Portogallo.

sabato 16 maggio 2009

La Condizione della Donna in Italia?...da Terzo Mondo......?

Pari opportunità?

Uomini e donne sono uguali?...hanno cioè gli stessi diritti (reali e sottointesi)?

Nel mondo sicuramente la disparità tra uomini e donne è molto marcata. Ci sono realtà nel mondo dove la donna vive in uno stato di segregazione, sempre perennemente subisce violenze, umiliazioni e non gode degli stessi diritti dell’altro sesso.

In Italia, dove credo sia da tutti assodato che la situazione sia di una sostanziale parità, in realtà siamo molto indietro. C’è chi sostiene che la situazione nel nostro paese sia ancora peggiore…ovvero da Terzo Mondo.

disparità sociale tra uomo e donna84° Posto nel Mondo.

Secondo il World Economic Forum, che esamina il divario fra uomo e donna, l’Italia si trova all’84° posto per quanto riguarda lavoro, salute, istruzione e rappresentanza politica.
Non viene misurata la condizione assoluta di vita della donna ma viene preso in esame la distanza in termini di opportunità e di status sociale che separa i due sessi.
In Cima alla classifica troviamo Svezia, Norvegia e Finlandia. Sopra all’Italia c’è anche Lettonia e Lituania (13° e 14° posto). Gli Usa si trovano al 31°.

A dire la verità sono un po’ perplesso per i risultati di questo studio, che pone sopra l’Italia anche Croazia, Sudafrica e Sri Lanka, comunque sul fatto che non ci sia parità fra i sessi sono pienamente d’accordo. Basta guardare il lato salariale, che in Italia vede la donna guadagnare molto meno dell’uomo.
Una donna in “carriera” guadagna il 49% in meno di un parigrado maschio, mentre per il resto la differenza è “solo” del 25%. Forse anche perché è la donna che da sempre viene vista come colei che cresce i figli e questo non permette di colmare completamente il gap.

Però da qui a dire che la condizione della donna è da terzo mondo…secondo me ce ne passa.