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lunedì 7 settembre 2009

I lavori che gli italiani non fanno più...

Perché mai gli italiani non fanno più determinati lavori?

Il manovale agricolo, il muratore, il falegname, il parrucchiere, l’elettricista, il meccanico…
Bankitalia parla chiaro: nella piccola impresa ci sono oltre 30.000 posti di lavoro vacanti.

Lavori che l’italiano snobba, forse abituato dalla televisione che un lavoro è “dignitoso” solo se poco faticoso o magari dietro a una scrivania (e magari con dei sottoposti), forse perché la retribuzione di tali posti di lavoro è da miseria.

Ecco che qui spunta l’immigrato, che non ruba il lavoro all’italiano, ma fa quel lavoro snobbato dal cittadino del Bel Paese, lavoro sottopagato, molto spesso in nero.

l'italiano non raccoglie i pomodori perchè non è dignitoso o convenienteParliamoci chiaro, abbiamo gli stipendi fra i più bassi d’Europa a parità di potere d’acquisto, se abbiamo così tanti immigrati, la colpa è dello Stato Italiano: se il lavoro fosse ben retribuito a tutti i livelli, a tal punto da garantire un livello di vita dignitoso, allora l’italico cittadino tornerebbe gradualmente a fare quei lavori ora snobbati. Senza lasciare ai buontemponi la soddisfazione di piagnucolare il solito lamento: “In Italia non c’è lavoro”.

E’ anche una questione di mentalità, chi lavora nei campi è un villano, la quale parola ha assunto anche un termine dispregiativo, è così nella testa della gente si è diffusa la convinzione che il lavoro dei campi non si addice a una persona “di un certo livello”,tanto per fare un esempio.
Suvvia, ogni giorno ci imbrigliano con tonnellate di stronzate dalla stampa, si può far credere a chiunque quello che si vuole.

Poi è conveniente questo atteggiamento? Ci ritroveremo nel nostro stesso paese ad avere una classe di lavoratori italiani impiegata in determinati ambienti ben retribuiti, o considerati quantomeno dignitosi, poi ci ritroveremo una classe di NON – lavoratori italiani che non trovano un lavoro adatto ai loro canoni, e una classe di lavoratori per lo più stranieri, sottopagati e spesso in nero nelle quali fila si coverà un crescente risentimento verso chi sta sopra.

Respingimenti e politiche dell’immigrazione sono efficaci solo se inserite in un determinato contesto.

E’ inutile dire che solo l’immigrato coglie i pomodori, se il posto fosse ben retribuito, forse non sarebbe solo così.

lunedì 18 maggio 2009

Perché l’Italia deve essere lo sportello d’ingresso di tutti gli immigrati verso l’Europa?

Ma avete presente com’è fatta l’Europa, geograficamente parlando?

barcone di immigrati verso l'italiaL’Italia è l’unico stato che si protrae come uno stivale lungo il Mediterraneo, quindi è lo stato ideale per l’attracco dei barconi di disperati provenienti dall’Africa e dall’Europa dell’est. E’facile parlare quando si presenta un problema di immigrazione di massa di questa portata.
L’Onu e gli Stati membri dell’Ue la voce grossa, anche se secondo me la pratica dei respingimenti va rivista perché non da l’opportunità a chi viene di godere dell’eventuale asilo politico e costringe ad un retro-front i barconi carichi di gente spossata, mal nutrita e disidratata.

Infatti molte persone al ri-ritorno in patria non reggono il viaggio e ci lasciano le penne.

Credo che debba essere garantita assistenza e il rispetto dei diritti umani poi si pratica il respingimento.

Il nostro Paese non può essere il Porto Franco dell’immigrazione. Gli altri stati che si affacciano sul Mediterraneo (Spagna e Grecia) eseguono già da tempo i respingimenti, dunque le polemiche dovrebbero riguardare anche loro.

In un momento di crisi, dove non c’è lavoro e dove le fila degli immigrati disperati sono sempre più piene, altra gente disperata non potrà mai trovarsi bene. Inoltre, andando anche ad infoltire l’esercito dei lavoratori in nero, ci sarà sempre il bastardo disposto a farli “lavorare” se così si può dire per 2€ all’ora.

Poi non lamentiamoci dicendo che gli stranieri ci rubano il lavoro, ma chi li assume in nero ci ruba il lavoro, chi permette che lavorino in nero ci ruba il lavoro, chi permette una immigrazione indiscriminata ci ruba il lavoro…e gli stipendi restano bassi, i più bassi d’Europa, per potere d’acquisto anche dietro a Grecia e Spagna. Dietro solo il Portogallo.